La libertà è un diritto inalienabile dell’individuo

Post ripreso dal sito dell’Istituto Liberale

I grandi pensatori liberali sono stati i primi ad introdurre il concetto rivoluzionario di “libertà” come di qualcosa che non viene “concesso” ai cittadini dal governo, bensì come un diritto inalienabile dei cittadini (diritto la cui difesa è la ragion d’essere dello Stato liberale).

Non solo, sempre gli stessi pensatori hanno affermato, per la prima volta nella storia, il diritto dei governati a rovesciare i governanti, qualora questi ultimi vengano meno al loro compito più importante, cercando di privare i cittadini della loro libertà.

Tutto questo a noi oggi può sembrare scontato, se non addirittura banale, ma fino a pochi secoli fa erano idee assolutamente nuove ed esplosive, tanto che intere rivoluzioni sono state combattute per evitarne la soppressione da parte dei sovrani assoluti.

Alcune di queste, come la “Gloriosa Rivoluzione” e la rivoluzione americana, sono state coronate da successo, gettando così le basi per il nostro mondo.

Altre, come la rivoluzione francese, sebbene abbiano anch’esse contributo alla nascita della democrazia liberale, sono state in ultima analisi tradite da uomini corrotti ed assetati di potere, che le hanno usate per diventare tiranni.

“La libertà non è un bene o un servizio. Non è qualcosa che ci viene concesso, permesso o favorito dalla mano del governo o di una legge. La libertà è parte di ogni persona che decide di utilizzarla come meglio ritiene.”

– Friedrich Von Hayek

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